TBL – the beautiful life ???

TBL – Parte prima

La CW l’ha gia’ sospeso solo dopo due puntate ma hey… io le ho viste!


Ok, la storia e’ questa. Un gruppo di modelle e un gruppo di modelli. Una casa affollata di gente, che si venderebbe l’anima e un rene, ma davvero davvero, per qualsiasi shooting possibile. Chi spaccia, chi si arrabatta, chi si prostituisce.. chi si infratta, chi si avvelena, chi rimorchia qualsiasi cosa respiri. Nessuna differenza tra uomini e donne. Tutti con tutti e tutti per se stessi. Sei potente, allora decidi tu, e ti prendi quello che vuoi, e chi vuoi.

Non hai un soldo, allora zitto e giu’. Nel vero senso della parola, giu’, ancora giu’ sempre piu’ giu’.

Fino a qui tutto vero. Io me lo ricordo. L’agenzia, e gli accordi, i compromessi, gli squattrinati e gli stronzi. Tutta roba vera, che succede davvero nel mondo della moda.

Ma la CW tv non resiste alla tentazione della morale e spalanca la storia su un apoteosi di luoghi comuni: il ragazzo di campagna senza nessuna esperienza che viene notato, e la ragazzina bella e generosa, che rinuncia ad una campagna di Versace per una collega in difficolta’. Io, che un modello che lavoro’ con Versace l’ho conosciuto veramente, vi dico che col cavolo che qualcuno ci rinuncia. Piuttosto ti girano dall’altra parte se vomiti l’anima nel vero senso della parola, che altrimenti sporchi il prezioso tappeto dello showroom.

Ci sono pillole di saggezza (Non osare dispiacerti per me. Questa sarai tu tra qualche anno) miste a stupidaggini grosse come i cappelli di Lady Gaga (la coca fa cosi’ anni 80). La scena iniziale e’ sorprendentemente falsa: la sfilata di Zac Posen (mica un’allievo dello Ied) che finisce con il modello di punta indossato da una slavata sedicenne che sorride vittoriosa e agita le sue braccia e muove quegli occhioni lacrimosi di gioia… mai pervenuta una cosa simile nel mondo reale.

La colonna sonora e’ inquietante: basti pensare che ho sentito le temutissime parole della canzone piu’ brutta al mondo u know i want u, i know u want me o una roba cosi’… peggio che al lido 5 euro al mare a casa mia. E non e’ poco.

Se l’idea era quella di mescolare un ensemble di perdizione e perbenismo, niente da eccepire. E’ solo che e’ stato fatto meglio e piu’ di una volta. Non valeva la pena di intervenire cosi’ grossolanamente su un tema che e’ gia’ stato sviscerato. La moda e’ torbida, si! La moda e’ pericolosa, si! E tutti sono dei gran cattivoni, si! Ma nessuno si sarebbe mai sognato di far girare Mischa Burton con un sedere come quello in un vestito di Versace cosi’ aderente. E di lurex. Non c’e’ fine al peggio. Beh, a parte la comparsata del negretto di High School Musical… Molto pregevole pero’ la scena in cui una donna matura propone uno “scambio” al suo giovane modello: in inglese lo chiama escort intendendo un accompagnatore, ma chissa’ com’e’ che in questo periodo questa parola designa perfettamente il prezzo dello “scambio”.

Insomma, ok per le comparsate di Elle McPherson e di altri attori inglesi, che con il loro accento risollevano le sorti di un cast altrimenti troppo “slang”.

No ai vestiti finora appioppati alla protagonista: osceni e fin troppo hipster per un party di un’agenzia.

Decisamente a suo agio la Burton nel ruolo della modella finita e afflitta. Anche nel suo cognome diciamolo c’e’ del vero: sembra la regina di un film gotico. Raccapricciante il suo parrucco. Insomma e’ lei il vero monito della serie.

Il messaggio e’: se fare la modella riduce cosi’ i tuoi capelli, meglio fare la commessa!

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